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Assalti Frontali e Papet J: "L'hip hop è ancora una missione" di Cristiano Sanna

Da sinistra: Papet J e la posse Assalti Frontali Due pezzi di storia dei rap/raggamuffin europeo sullo stesso palco.

Il 20 dicembre gli Assalti Frontali e Papet J dei Massilia Sound System si ritroveranno al Donkey Shouts Festival di Cagliari. Sia la posse romana che l'Mc tra i fondatori dei chourmo marsigliese sono una testimoninza vivente dell'approccio militante al rap. Tanto dal punta di vista politico (gli Assalti nascono da una costola dell'Onda Rossa Posse nei primi an ni Novanta) che dell'impegno sociale/culturale a tutto tondo (i Massilia Sound System sono stati insigniti, dopo anni di battaglie in autogestione, dei titolo di Cavalieri dell'ordine dell'arte e delle lettere, tra le più importanti onorificenze civili francesi).

Oggi che l'hip hop è sempre più hip-pop, buono per vendere cappellini, catene d'oro e tanti dischi di facile presa, che ne è stato della sua potenza espressiva? Dove è finita, se è finita, la musica che dava voce aile tensioni di strada, aile ansie di riscatto sociale, che era diventata il network informativo dei ghetti? Lo abbiamo chiesto ad entrambi. Cosa è rimasto dell'esperienza dell'ondata hip hop italiano tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta?

Assalti Frontali - Rispetto ai nostri esordi siamo ormai alla quinta generazione di rapper italiani. Ma i centri sociali sono vivi, funzionano ancora, evidentemente testimoniano una reale necessità sociale. Quella di dar voce ai troppi esclusi e l'opportunità ai talenti indipendenti di contare su una rete solidale che agevoli la lare espressione. E' rimasta una verità di base: cioè che nei momenti di crisi, come è questo per il nostro Paese, in cui la precarietà è ai massimi livelli, è fondamentale unirsi. Fare "base" e dargli voce con manifestazioni di protesta creativa".

Fabri Fibra, Marracash, Mondo Marcio e altri artisti rap che hanno trovato il successo tra classifiche e radio: come li considerate?

Assalti Frontali - "Con questi non abbiamo avuto a che fare personalmente. C'è una netta separazione tra artisti pop e chi opera nei centri sociali. Come Inoki, Colle Der Formento e Kaos, giusto per fare alcuni esempi di rapper che sentiamo più vicini a noi. Oggi esistono adolescenti che si misurano con l'hip hop che usano il nostro percorso e quelle degli artisti affini che ho citato prima come punta di riferimento. Giovani che hanno enorme talento". Quai è il presente e futuro prossimo degli Assalti Frontali? "Continuiamo a promuovere in tour l'album Let's Go, uscito 10 scorso maggio. Da gennaio cominceremo a lavorare sui nuovi brani".

Tra il rap in lingua occitanico-provenzale dei Massilia Sound System, con tanto di fondazione della vostra casa discografica, e i tormentoni commerciali in voga negli ultimi anni, sembra esserci una distanza davvero abissale.

Papet J - "Certo non è il tipo di hip hop che piace a me nemmeno quelle che abbiamo sem pre cercato di fare con i Massilia. Nei primi anni Novanta, quando già eravamo in piedi da una decina d'an ni, fondammo la nostra casa discografica per fare le cose in maniera migliore e più svelta di come le avrebbero fatte le major con quartier generale a Parigi. Trascorrevano settimane in costose e inutili telefonate, perciè abbiamo deciso di andare oltre e stare sulla nostra strada".

Buona parte della definitiva svolta commerciale dell'hip hop arriva con la scena West Coast e il gangsta rap. E' stato un bene per questa musica ridurla ad ostentazione di armi, macchinoni e catene, esaltando 10 stereotipo dei malavitoso che ha attorno donne usate come oggetti?

Papet J - "No. Per niente. Certo sono stati prodotti nei grandi studi dischi che suonano benissimo, da questo punta di vista non ho niente da dire. Ma con l'arrivo dei gangsta rap la volgarità, la violenza e il sessismo hanno preso il sopravvento sulla testimonianza sociale, la missione che aveva mosso l'hip hop in precedenza. Anche i tesi diventavano mena realisti e si trasformavano in una specie di sceneggiatura da film di criminali contro poliziotti. In modo da costruire un immaginario a tinte forti che permettesse di vendere facilmente dischi. Niente di più lontano dal vero spirito dei rap, quelle che ha sem pre animato i Massilia Sound System e che anima moiti ottimi rapper indipendenti in diversi Paesi dei mondo".

Il nome dei Massilia Sound System ricorre spesso nei libri dello scrittore noir scomparso Jean Claude Izzo. Vi riconoscete nel ritratto che ha fatto della vostra Marsiglia?

"Papet J - Ho conosciuto Izzo. Gli ho rimproverato di aver idealizzato un po' troppo un certo tipo di scenario criminale dei vecchi gangster di origine italiana. Ouella Marsiglia dei quartieri popolari, pieni di immigrati e di mescolanze, esiste ancora, ma è cambiata. La nuova criminalità è brutale, veloce e molto armata, non esiste alcun romanticismo. Solo violenza e profitto a ritmo indiavolato. Da questo punta di vista la città è peggiorata, anche perché la sempre più centralizzata politica di Parigi assegna fondi da fame all'arte e alla musica. Nella noia e nell'emarginazione cresce il crimine. Izzo ha anche sbagliato nel descrivere nei suoi libri il termine chourmo: è una parola provenzale che descrive i condannati a remare nelle navi galere e che noi per primi abbiamo usato come sinonimo di posse, di gruppo musicale unito nonostante le difficoltà".

19 dicembre 2012

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